Ordinanze ed effetti sul territorio

schiavonia

Spesso sentiamo parlare di ordinanze comunali emesse dal Sindaco per imporre, alla popolazione residente nel comune da lui governato, un determinato comportamento, un diritto, un dovere o dei divieti.

Potremmo dire, in parole spicciole, che rappresenta il potere legislativo che, il Sindaco di un comune, detiene su materie di ordine locale, tenendo conto che, lo stesso Sindaco,  deve sempre tener conto dei principi generali dell’ordinamento giuridico nazionale, nonché delle norme costituzionali.

Attraverso le ordinanze i Sindaci possono dar forza alla loro attività governativa per il bene della comunità, per aumentare il livello qualitativo della vita dei residenti e, non ultimo, per far fronte a determinate situazioni urgenti che rivestono carattere di eccezionalità e gravità per la popolazione residente.

Non mi dilungo sotto l’aspetto normativo, lasciando a persone più competenti il compito di spiegare come e quando il Sindaco può emanare le ordinanze per la comunità che amministra. Piuttosto mi soffermerei sull’effetto che tali ordinanze hanno sul territorio e sulla popolazione.

Qualche giorno fa, sfruttando una calda e limpida giornata primaverile, ho fatto una passeggiata in un piccolo paese che, malgrado la distanza dalla nostra Mottola, sembra avere più di qualche legame con quest’ultima.

Sto parlando di Cisternino, un piccolo e grazioso comune della provincia di Brindisi, che si affaccia sulla nota e turistica Valle d’Itria.

Come dicevo, malgrado i 40 Km che ci separano e la diversa provincia di appartenenza, Mottola e Cisternino sembrano legate dalla storia. Infatti si notano impressionanti similitudini nei termini e nelle cadenze dialettali, ma anche nelle tradizioni culinarie, per esempio.

Anche qui offro spunto ai nostri appassionati di storia per illuminarci e approfondire questo legame, sicuramente storico, che avvicina le due comunità.

Certamente, e purtroppo direi, i legami finiscono quando parliamo di turismo e tutela del territorio.

Il centro storico di Cisternino, da qualche anno è entrato a far parte dei Borghi più belli d’Italia, come si evince leggendo clikkando su questo link.

 Un riconoscimento che ha portato ulteriore visibilità ad un comune che negli ultimi anni ha investito molto sul territorio, sulle tradizioni e quindi sul turismo.

Passeggiando tra le candide vie del centro storico di Cisternino mi sono trovato davanti una bacheca pubblica, sulla quale erano affissi una serie di manifesti che elencavano i numerosi eventi socio-culturali dei giorni a seguire. Fra questi, risaltava un volantino di colore bianco che differiva da tutti gli altri. Nello specifico si trattava  di un’ordinanza del Comune di Cisternino, di cui mi permetto di allegare copia qui di seguito, poiché mi ha colpito il suo contenuto e sarei molto felice se la potessero leggere i lettori di MottolaSette, amministratori comunali compresi.

Una misura che impone ai proprietari di edifici in genere di provvedere al rinnovo della loro imbiancatura e tinteggiatura.

In quell’istante mi sono tornate alla mente alcune delle ordinanze emanate dal Sindaco di Mottola Giovanni Quero in questi ultimi anni. Per esempio quella sui rifiuti, la nr.34, che di fatto non è mai divenuta esecutiva sul territorio, visto che i controlli in merito non ci sono mai stati. Oppure l’ordinanza che,  consente, ancor oggi,  anche agli amministratori di poter accedere all’interno dell’atrio comunale per svolgere compiti istituzionali. Ordinanza che, di fatto, consente il passaggio sul basolato della piazza  non  solo agli amministratori, ma anche ad altri privilegiati, anche qui per la cronica mancanza di controlli. A tal proposito è utile ricordare che negli ultimi mesi ci sono stati lavori di sistemazione del basolato, costati oltre 5000 euro alla comunità, resi necessari  proprio in seguito ai danneggiamenti dovuti al passaggio delle automobili.

Allora, mentre continuavo a fissare quell’ordinanza del Comune di Cisternino, e dopo aver osservato le meraviglie di quel centro storico, mi  sono chiesto…..Come è possibile che le tradizioni, il dialetto , la storia ci legano a questo paese, ma nella realtà siamo poi così distanti?

L’unica risposta che sono riuscito a darmi è la seguente:L’ordinanza del Comune di Cisternino è volta alla tutela del territorio, allo sviluppo del turismo e delle attività economiche collegate. L’ordinanza mottolese, invece, è utile solo a chi non riesce a trovare un parcheggio comune, a chi non si ritiene un cittadino come gli altri, e soprattutto, è dannosa per le casse comunali e dell’intera comunità.

Gaetano Leogrande
Un cittadino elettore alle prossime comunali

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11 commenti a “Ordinanze ed effetti sul territorio”

  1. Gianvito Caldararo scrive:

    Egregio Sig. Leogrande,mi consenta cortesemente di riferirle che il sindaco di Cisternino è un vecchio socialista,scortato da un poderoso bagaglio di autentica cultura di governo.I comuni d’Italia che sono stati amministrati per lungo tempo da sindaci socialisti hanno sempre registrato livelli eccezionali di governabilità congiunta ad una vasta realizzazione di opere pubbliche e ad un notevole miglioramento delle condizioni di vita.Mi consenta di dire questo in occasione del 120° anniversario della nascita del glorioso Partito Socialista Italiano.Nascita avvenuta a Genova nel lontano 1892.
    Speriamo che con la vittoria di Hollande in Francia possa risorgere un rinnovato socialismo in tutta l’Europa.

  2. Gaetano Leogrande scrive:

    Sig. Caldararo la ringrazio per la notizia politica che ci ha voluto fornire.
    Dalle sue parole, pero’, mi sembra di capire che, fino a quando un Sindaco puro socialista non governerà Mottola per lungo tempo, la stessa e’ destinata a restare nello stato attuale, di profonda arretratezza.
    Vorrei tanto che si sbagliasse, per amor verso la nostra collina, ma al tempo stesso mi fido di lei e la stimo molto, per cui ho paura che le sue parole possano avere qualche serio fondamento.
    Intanto cominciamo a voltare questa pagina, amara e lunga, che ha portato Mottola nel suo punto piu’ basso della sua storia, poi il resto si vedrà… Può darsi che il suo principio venga sfatato dalla politica del nuovo quinquennio o decennio.

  3. Gianvito Caldararo scrive:

    Gent.mo Sig.Leogrande,anche Mottola ha usufruito della intelligente azione di un sindaco socialista: l’Avv. Giuseppe Notaristefano.Una amministrazione,anche se di breve durata,che provvide a dotare il nostri cimitero dell’impianto idrico.Erano gli anni in cui lo strapotere della D.C.riusciva a mettere in crisi le amministrazioni di sinistra mediate la sottrazione di consiglieri oppure con continui esposti alla Prefettura e conseguenti ispezioni dei funzionari prefettizi,che rivoltavano come un calzino l’attività amministrativa di tali sindaci.E di fronte a talim interventi resistere diveniva davvero azione difficile se non impossibile.Comunque quando i socialisti sono stati chiamati a responsabilità amministrative si sono comportati sempre con elevato senso di responsabilità e con grande abnegazione.

    • serghej scrive:

      Gianvito, certe volte sembri un ultras da curva sud, di qualità, ma pur sempre di curva sud. Allora, la qualità è tutta una questione di bandiere e cromosomi politici? Beh, in Italia ci sono stati tanti socialisti bravi amministratori, ma anche tanti socialisti pessimi e squallidi amministratori. Io ricordo di essermene scappato da Taranto, dove lavoravo negli anni ’80, non sopportando più una città degradata e traviata anche grazie alle eccezionali performances amministrative di sindaci socialisti doc come Guadagnolo e Armentani, e delle loro corti dei miracoli, i quali consegnarono quella città oramai stremata nelle mani di Giancarlo Cito. Non generalizzare, per favore, anche Mario Chiesa era un amministratore socialista nel Pio Albergo Trivulzio.
      P.S. Carletto è un po’ incazzato, dice che potevi dirlo prima, con queste referenze il PD lo avrebbe candidato a sindaco di corsa.

  4. Gianvito Caldararo scrive:

    Caro Sergio,ancora oggi Mario Guadagnolo viene apprezzato per le cose fatte e poste in cantiere.Tutto ciò è attestato anche del prestigio che continua a mantenere in maniera crescente nella città di Taranto.Viene puntualmente invitato come relatore nelle più importanti iniziative culturali di Taranto e provincia.Lo spessore culturale di Mario Guadagnolo è notevole.Il suo libro “Storia urbanistica di Taranto” è stato adottato dall’Università di Bologna.Il volume “Storia dei sindaci di Taranto” ha avuto un ottimo successo editoriale.La consegna di Taranto a Cito è stata la conseguenza di una politica dissennata di alcuni dirigenti del PCI, in primis Mineo.Sottovalutando il fenomeno Cito,si associarono in un attacco spregiudicato contro Mario e i socialisti.Pensavano di stravincere e invece videro trionfare Cito.Miopia politica,frutto più di invidia che non di saggia e intelligente politica.Lo verifichiamo ancora oggi con le grandi vicissitudini del PD e i vari Vico-Florido-Pelillo-Battafarano ecc.ecc.
    Addirittura il comunista coriaceo Mineo non è più del PD.Per quanto riguarda Armentani è stato sindaco appena un anno.Caro Sergio,ho ricordato il sindaco di Cisternino,perchè tale cittadina è stata storicamente amministrata in gran parte da sindaci socialisti.Il sindaco storico di Cisternino è il compagno Clarizia,divenuto successivamente Presidente della Provincia di Brindisi.La realtà brindisina è permeata da tanti buon esempi di amministratori socialisti.
    Ancora oggi Ostuni vede un sindaco socialista(Tanzarella),lo stesso sindaco uscente di Fasano(Pdl -Di Bari è socialista).
    Abbiamo gli esempi dei sindaci della grandi città(Milano-Genova-Firenze-Savona-Viareggio-Bari-ecc.ecc.)Caro Sergio,perchè non devo essere orgoglioso,in occasione del 120°anniversario della nascita del PSI, dei tantissimi socialisti e della storia del PSI?Perchè non devo sentirmi felice della eventuale vittoria di Hollande in Francia? E perchè non devo essere orgoglioso di Te quanto di Carlo? Ma perchè non siete forse migliori di tanti vuoti a perdere che caratterizzano la politica locale?
    Caro Sergio,io non riesco a cancellare dalla mia mente il PSI e la sua storia,anche in terra Jonica.I tanti bravi compagni sindaci come Inglese(Ginosa),Imperiale(Fragnagnano),Lacaita Piero(Manduria)Avv.Notaristefano(Mottola),Stea(Palagiano)Micelli(Maruggio)Caputi(Laterza) ecc.ecc.
    Poi non comprendo perchè deve essere legittimo per gli eredi di Togliatti pomposamente dirsi “comunisti” polverizzandosi in tante minuscole formazioni e non dichiararsi orgogliosamente “socialisti” agli eredi di Turati,che con affanno cercano di ricostituire il PSI.
    Io invece attendo che dei giovani abbiano l’intelligenza di formare una nuova sinistra o un’altra sinistra,dopo la crisi del marxismo.Partendo dalla valida riflessione che Gino Giugni fece nel suo saggio “Socialismo,l’eredità difficile” del 1996.Bisogna partire dai fallimenti della sinistra per giungere alla costituzione di un moderno partito riformista,come auspica Giuseppe Vacca, nel suo libro “Riformismo vecchio e nuovo” del 2001.Tanto diventa urgente di fronte ad un PD con una scarsa e confusa identità politica e progettuale.Anche la formazione di Vendola(SEL) si presenta sempre più insufficiente a coagulare quel tessuto di presenze nella società e nella coscienza del Paese.Bisogna partire da questa situazione di sbriciolamento per avviare un progetto di Socialismo Federativo,che dopo il superamento del socialismo classista e l’esaurirsi del socialismo statalista,apre una stagione politica rinnovata nei suoi contenuti e significati.Caro Sergio,mi duole il cuore nel vedere la presenza di tanti figuranti e registrare l’assenza di un movimento socialista,che ha attraversato la storia di questi ultimi 120 anni come protagonista e fattore di civiltà e pregresso sociale.A me manca il tempo per avviare un esperimento del genere a livello locale,altrimenti metterei in campo le giuste iniziative.Infine, un’ultima riflessione, perchè i socialisti devono esistere in grandissima parte dell’Europa e non in Italia? I vecchi PCI-PDS-DS-PD hanno ereditato poco del patrimonio culturale e politico del PSI.Il PD altro non è che la fusione fredda di spezzoni della DC e del PCI.E quello che è grave è che i vari scienziati della politica(D’alema e company) non si rendono conto che stanno facendo montare la cosidetta antipolitica per la loro insipienza e anche per il malcostume che giornalmente emerge dalle diverse inchieste.Giorni fa scrivevo che i politici moderni anzichè al PIL pensano al pelo.Come vedi il bunga bunga si è introdotto in tutti i meandri politici e burocratici.Caro Sergio,sinceramente ti dico,che sulla base di quello che emerge ogni giorno,sono orgoglioso di essere stato un uomo della Prima Repubblica.

  5. serghej scrive:

    Gianvito, sono d’accordo con molte delle cose che dici, ma su altre non posso esserlo. Mineo e gli ayatollah del PCI di allora c’entrano poco, c’entrano molto di più i giochi di potere che si compirono in quella devastata Taranto degli anni ’80 e che videro protagonisti molti socialisti rampanti. Erano gli anni in cui il PSI mollava l’alleanza con il PCI per allearsi con la DC e ottenere il sindaco, mentre importanti dirigenti delle istituzioni dello Stato scortavano noti imprenditori tarantini nei loro incontri con mafiosi. E, tutto immerso nei giochi e nei girotondi di potere di nani e ballerine, quel sindaco non riusciva nemmeno a garantire ai cittadini un parcheggio decente e un giardinetto verde con qualche panchina. Così è arrivato Cito, altro che MIneo. Che Guadagnolo oggi sia una istituzione per la destra tarantina è un dato che conferma il fallimento di un progetto socialista che lui ha incarnato. Sai, io sono un po’ all’antica, e sono rimasto ai socialisti come uomini di sinistra e ai socialisti che – pur avendo originato Mussolini – stavano da una parte ben definita storicamente, culturalmente e politicamente. D’altra parte cerco, con una punta realismo, di pensare che non tutti diventano santi perché sono o sono stati socialisti. Anche Giuda, in fondo, è stato un discepolo di Cristo.
    In ogni caso, ti confermo di essere fiero di essere stato socialista insieme a persone come te, e sono altrettanto orgoglioso delle mie idee, a prescindere dalle miserie di PD e SEL.

  6. serghej scrive:

    Caro Gaetano, hai toccato un punto dolente, un vero e proprio foruncolo infiammato e pieno di pus. Una eventuale ordinanza sindacale sulla tinteggiatura delle facciate nel centro storico sarebbe servita, in realtà, solo a rinforzare una norma che è ben presente nei nostri regolamenti comunali. Le Norme Tecniche di Attuazione del P.R.G. all’art. 2.12 affermano che nel Centro Storico:

    “In ogni caso non sono ammesse:
    a) la posa di infissi,grate e ringhiere in alluminio anodizzato e materiali similari;
    b) il rivestimento delle facciate in marmo, materiale ceramico o altro materiale ad eccezione di quelli tradizionalmente usati e presenti nel centro storico;
    c) l’alterazione dei colori tradizionali di facciata e delle forme tradizionali delle aperture;
    d) la posa di pluviali esterni in plastica. In ogni caso non sono ammesse:
    a) la posa di infissi,grate e ringhiere in alluminio anodizzato e materiali similari;
    b) il rivestimento delle facciate in marmo, materiale ceramico o altro materiale ad eccezione di quelli tradizionalmente usati e presenti nel centro storico;
    c) l’alterazione dei colori tradizionali di facciata e delle forme tradizionali delle aperture;
    d) la posa di pluviali esterni in plastica”.

    Allora, è evidente che nel nostro comune esistono precise norme, che sono state ignorate in questi anni dalla competenza ispettiva e repressiva del Sindaco uscente, anche attraverso il Corpo di Polizia Municipale, e che ha portato all’obbrobrio che tutti possiamo osservare facendo una piccola passeggiata nella Schiavonia. L’ultima vittima sacrificale nell’orgia di graffiati, rasati, bugnati, marmetti e anticorodal è stato un mignale in largo Leonardo da Vinci, che dalla settimana scorsa non c’è più, sostituito da un bugnato stile “pen di segugio”.

    Quello che osservo, in questi momenti di orgia elettorale, è che mentre il Sindaco uscente permetteva questo macello, quelli che oggi dicono che egli ha amministrato a “pen di segugio” e che in questi anni erano consiglieri dell’opposizione, non hanno fatto altrettanto niente per difendere e salvaguardare le tipicità del Centro Storico. Non mi risulta una sola denuncia, una sola mozione, una sola interpellanza al riguardo.

    Insomma, tutti hanno fatto il gioco delle tre scimmiette, non vedo, non sento, non parlo. Nulla mi fa supporre che con un altro sindaco le cose cambieranno. In realtà, i politici di Mottola, essendo quasi tutti delle mezze tacche, hanno paura di mettersi contro lo strapotere dell’ignoranza, il dilagare del kitsch pugliese, la legge del più forte e del pessimo gusto. Se gli dico no, la prossima volta non mi votano! Che me ne frega, ma facessero quello che vogliono!

    L’altro giorno il buon Luigi Basile quasi mi implorava di tentare di fare qualcosa per salvare la neviera della 167, che sta cadendo sempre più in pezzi. Quello è un pezzo della storia e della economia dell’Ottocento e del Novecento mottolese, che se ne sta andando. Ma, caro Luigi, a chi vuoi che gliene freghi? Lo sai, tornando al Centro Storico, che nei programmi elettorali dei tre candidati sindaci non c’è nessun accenno alla sua situazione di degrado architettonico, nessun accenno ad una volontà ferma di ripristino, tutela e conservazione delle facciate, dei muri, degli infissi stuprati dall’incuria e dal fai-da-te? Qualcuno di loro biascica confusamente che il Centro Storico deve servire al rilancio turistico di Mottola. Ma quale turismo vi si può fare, se è ridotto ad una latrina? E quelli che pensano che siamo il più bel paese del mondo, se ne andassero a fare prima una passeggiata a Cisternino e poi un pellegrinaggio a Lourdes.

  7. Gianvito Caldararo scrive:

    Caro Sergio,nell’apprezzare la tua franchezza e lealtà,desidero far presente che il famoso “caso Taranto” si sciolse come neve al sole e quei funzionari inizialmente coinvolti furono tutti assolti con formula piena.Hai perfettamente ragione nel dire che nella lista del PSI fu candidato qualche dipendente pubblico con solida amicizia con un vecchio esponente della mala tarantina.Quel soggetto inizialmente fu fatto anche assessore,ma una volta emersa tale amicizia non è mai stato investito di ulteriori ruoli politico-istituzionali.Fu gradualmente emarginato, fino al totale oblio.Per quanto riguarda Guadagnolo,certamente saprai che sostiene Stèfano e che ha costituito il movimento “I Riformisti” che fa capo a Stefania Craxi,la quale ha iniziato un percorso di affrancamento da Berlusconi.La vita dei socialisti è stata sempre difficile in questo nostro Paese.Si veniva sottoposti a concentrici raffinati attacchi sia della DC che del PCI.
    Attacchi che erano ben programmati,nonostante la nostra coerenza con il principio della governabilità.Prevalentemente si costituivano,ove possibile,giunte di sinistra.Non va dimenticato che nel mentre al comune di Taranto vi era la giunta di sinistra “Cannata”, in Provincia vi era il centro-sinistra di “Tarantino”.L’alternativa di sinistra non è stata assolutamente aiutata dal PCI.Sull’argomento è molto illuminante il recente libro di Marco Gervasoni e Gennaro Acquaviva dal titolo: Socialisti e Comunisti negli anni di Craxi”.In quegli anni il PCI di Berlinguer combattè allora contro i socialisti,ma soprattutto contro Craxi,una battaglia durissima con una continuità che non ebbe mai tregua e che proseguì,altrettanto violenta,anche dopo la morte del leader comunista avvenuta nel 1984.Lotta proseguita anche dopo la morte di Craxi avvenuta nel gennaio 2000.La verità è che il PSI negli anni ottanta è riuscito a promuovere se stesso e la propria politica a un ruolo di centralità nel sistema.Per quanto riguarda l’annoso problema del finanziamento dei partiti, ancora oggi si discute di tale problematica.Nonostante tangentopoli e il lungo tempo trascorso, i vari partiti nuotano in un mare di tangenti.Oggi si scopre il sistema “Penati”,ieri vi fu il sistema “Greganti” e in tantissime realtà vanno emergendo tantissimi altri sistemi.Caro Sergio, non vorrei che prima o poi gli Italiani si rechino in processione sulla tomba di Bettino e una volta giunti dicano:Bettino alzati e cammina.L’Italia ha bisogno di te.Il ricordo di Craxi è sempre vivo negli Italiani,mentre vedo scemando quello dei vari Berlinguer e annullato il protagonismo dei vari Occhetto e company.Un vecchio adagio dice:”Chi di coltello ferisce, di coltello perisce”.Ancora oggi le giovani leve “comuniste” o “pseudo-comuniste” o “cattocomuniste” riservano ai socialisti sguardi e comportamenti rancorosi,freddi e contraddittori.Il cuore dei socialisti è tanto generoso e tollerante sotto ogni aspetto.Grazie a queste doti vivono sereni e senza odiare nessuno.

  8. serghej scrive:

    Mi dispiace, ma non sono d’accordo. Tifo per la Juventus, però non intendo rivalutare Moggi perché anche Facchetti aveva confidenza con gli arbitri.

  9. Gianvito Caldararo scrive:

    Caro Sergio,in occasione dei tre mesi trascorsi a Milano ho avuto la possibilità di poter incontrare e parlare con i fratelli Borghini,con Carlo Tognoli,con Gianstefano Milani,con Roberto Biscardini,candidato eletto nella lista PD alle ultime elezioni comunali e segretario provinciale del PSI lombardo.Ho parlato con tutti i vari taxisti utilizzati dalla zona Città studi al Duomo e viceversa,che avevano una certà età e una buona conoscenza dei fatti politici di Milano.Il giudizio prevalente su Craxi è stato il seguente:
    Il decisionista,a differenza della propaganda, era un dirigente politico molto riflessivo e abituato a studiarsi i vari problemi in profondità.Poi era molto ostinato e deciso nel difenderle se ritenute giuste.Tutti hanno sostenuto che Craxi è stato un uomo buono,coraggioso,concreto e intelligente,nonchè dotato di una grande passione politica.Per quanto riguarda i taxisti il giudizio dominante era di un politico capace e autorevole.I sindaci più stimati:Aniasi e Tognoli.Pillitteri non veniva neanche preso in considerazione.Però è giusto che tu continui a tifare Juventus,mentre io sono sempre stato milanista.Infatti quando giocavo nei tornei di calcio mi chiamavano Altafini,il noto centravanti brasiliano del Milan.Un caro saluto.

  10. serghej scrive:

    Io invece ho parlato di Craxi e del socialismo nella “Milano da bere” con un grande sindaco socialista lombardo degli anni ’70 che ho avuto l’onore di avere come ospite nel mio b&b, quell’Elio Veltri che venne espulso dal PSI insieme a Franco Bassanini e Tristano Codignola per aver criticato quell’uomo buono,coraggioso,concreto e intelligente,nonchè dotato di una grande passione politica che era Craxi. I dati non coincidono, però forse Veltri conosceva Craxi meglio dei tassisti. Comunque, ognuno ha il diritto di restare con le proprie convinzioni. L’importante, in fondo, è avere icone in comune che possano rappresentare il meglio. Nel nostro caso, come icona comune abbiamo Altafini, il quale alla fine della sua carriera ha giocato anche nella Juve, entrando negli ultimi 15 minuti e facendo quasi sempre gol. Grazie a lui la Juventus ha vinto due scudetti, negli anni ’70, quanti ne aveva vinti nel Milan all’apice della sua carriera. Però, allora gli scudetti si vincevano grazie all’intelligenza di chi sapeva fare calcio, non per la corruzione. Oggi un Altafini non avrebbe più molto spazio. Salutissimi.

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